La via inglese alla Net Neutrality

24 novembre 2011

OFCOM

E’ appena stato pubblicato da Ofcom, l’autorita’ inglese per le comunicazioni, il documento che descrive l’approccio alla Net Neutrality elaborato a seguito della consultazione pubblica.

Si tratta di un esercizio di bilanciamento di interessi svolto con molto equilibrio e senza posizioni di principio, che sancisce ancora una volta l’esigenza di convivenza pacifica tra “managed services” e “best-effort Internet access” secondo il modello che viene comunemente definito a 2 corsie “2-lane” (punti 1.4 e 1.5 del documento di Ofcom).

Managed services.

La regolamentazione dei servizi managed puo’ essere affidata alla concorrenza a patto che  i consumatori abbiano a disposizione informazioni trasparenti e chiare e possano agevolmente cambiare operatore. Riguardo alla trasparenza Ofcom fornisce alcune indicazioni precise che trovo estremamente sensate e che sono il linea con quelle che a suo tempo avevo espresso in risposta alla consultazione AGCOM:

  • le offerte commerciali devono essere “semplici e comprensibili” (punto 1.9);
  • dato il rischo di asimmetria informativa e’ opportuno che ogni offerta indichi chiaramente la velocita’ media (si noti che non si parla di velocita’ minima garantita), l’impatto delle politiche di traffic management su specifici servizi, l’eventuale blocco di specifici servizi (punto 1.8);
  • il termine “internet access” non deve essere utilizzato se non per le offerte di accesso best effort (punto 1.10).

A questo proposito Ofcom apprezza le iniziative di autoregolamentazione di alcuni operatori (punto 1.14), ma paventa ancora una volta il rischo di asimmetria informativa (1.16), riservandosi la possibilita’ di intervento a tutela dei consumatori (1.17).

Best-effort Internet access.

L’accesso best effort alla rete e’ riconosciuto come motore di innovazione, in quanto: abbassa le barriere d’accesso, riduce i costi di transazione, allarga il mercato, offre accesso immediato a contenuti e servizi (1.23).

Ofcom riconosce il valore e la complementarieta’ dell’accesso incondizionato ad Internet e dei servizi managed e ne auspica la coesistenza (1.26) paventando il rischio che i provider sacrifichino il primo a vantaggio dei secondi (1.27). Per scongiurare tale rischo vigilera’ sui livelli di servizio e valutera’ se intervenire (1.29).

Riguardo all’eventualita’ che un operatore con un modello di business verticale blocchi l’accesso a servizi concorrenti (1.31), Ofcom non ritiene che l’atteggiamento debba necessariamente essere considerato anticompetitivo, ma paventa il rischio che finisca per limitare l’innovazione (1.32). Auspica pertanto che le pratiche di traffic management vengano applicate coerentemente ad intere categorie di traffico e di servizi, piuttosto che a specifici casi (1.33).

Ofcom dice infine che ogni intervento regolatorio deve essere ponderato e proporzionato in modo da scongiurare il rischio di conseguenze indesiderate. Pertanto auspica di potersi affidare ovunque possibile alla concorrenza e al mercato (1.34), ma sottolinea come la fiducia nella libera concorrenza sia subordinata al corretto comportamento degli operatori (1.35).

Riferimenti:

La responsabilità dei motori di ricerca

23 novembre 2011

Google Diabolik

Chi cerca trova guai?” E’ questo il titolo del seminario interdisciplinare sulla responsabilità dei motori di ricerca che ho avuto il piacere di organizzare ieri a Urbino per conto dell’Associazione Culturale NeuNet, del Dipartimento di Scienze di base e fondamenti e del Corso di Laurea in Informatica Applicata dell’Università di Urbino.

Gabriele Marra e Chiara Bigotti hanno discusso l’argomento dal punto di vista giuridico partendo dal caso giudiziario della PFA Films srl contro Yahoo! Italia srl. Il discorso è stato poi esteso al recente caso Moncler, che ha coinvolto tutti i provider italiani.

Cosa accomuna questi due casi? Il fatto che chi ritiene lesi i propri interessi in rete ha chiamato in causa chi fornisce accesso e chi gestisce i motori di ricerca data l’impossibilità di agire contro i veri responsabili. L’ulteriore analogia è che in entrambi i casi i provvedimenti cautelari sono stati revocati.

Quindi tanto i gestori dei motori di ricerca quanto gli ISP diventano capri espiatori ai quali si vorrebbero attribuire responsabilità penali o affidare compiti di controllo preventivo e di intervento cautelare solo in virtù della loro capacità tecnica di intervento, della loro ubicazione sul territorio nazionale e del loro ruolo strategico.

Il valore reale del denaro virtuale

16 novembre 2011

virtual currency

L’università di Urbino e l’Associazione Culturale NeuNet organizzano il seminario interdisciplinare “Il valore reale del denaro virtuale: dai giochi online ai mercati valutari“, Urbino, Piazza della repubblica, 13, giovedi’ 17 novembre 2011, ore 16:00.

Verranno trattati aspetti tecnologici, economici, sociologici e legali.

Riferimenti:

openBOXware – 11.11.11.11 – resoconto

15 novembre 2011

OBW-11-11-11-11

Sul sito di NeuNet è stato pubblicato un resoconto dettagliato, con tanto di foto e appunti, degli esperimenti condotti in pubblico l’11 novembre scorso sul prototipo di openBOXware.

Gli esperimenti dimostrano la possibilità di sfruttare la convergenza tecnologica e funzionale tra smartphone e smartTV a vantaggio della semplicità di utilizzo e dell’inclusione digitale.

Con openBOXware, uno smartphone Android collegato ad un televisore trasforma qualunque contenuto digitale online in un canale televisivo accessibile tramite un normale telecomando.

OpenBOXware sarà presto disponibile nel market di Android. Nel frattempo, chi volesse diventare alpha-tester di openBOXware può scrivere a info@neunet.it.

Riferimenti:

Tele-Fonino. Prove tecniche di convergenza

9 novembre 2011

Cosa rende un telefonino diverso da un televisore? Le differenze sono così evidenti che la domanda sembra retorica, ma quando ad entrambi si aggiunge il prefisso “smart”, sotto le evidenti  differenze si nascondono forti analogie. E’ l’effetto della convergenza tecnologica e funzionale, che consente di usare le stesse infrastrutture di rete per telefonare e per diffondere contenuti video e che rende intimamente simili tutti i dispositivi connessi, compresi smartphone e smartTV, perché controllati da microprocessori capaci di fare le stesse cose.

OBW convergence

Il mercato sta sfruttando la convergenza tecnologica per dotare ogni dispositivo connesso di tutte le funzioni che il processore è in grado di supportare. Così gli smartphone consentono di vedere la TV in mobilità, mentre gli smartTV consentono di navigare in Internet e di eseguire applicazioni.

Ma a dispetto della convergenza, a rendere davvero diverso uno smartphone da uno smartTV (oltre alla dimensione dello schermo) è l’uso che ne facciamo. Non tanto perché continuiamo ad usare il primo per fare quasi di tutto e il secondo quasi esclusivamente per guardare la TV, ma anche perché li usiamo in luoghi diversi e con atteggiamenti diversi.

Quando usiamo uno smartphone siamo spesso fuori casa e abbiamo l’atteggiamento attivo di chi usa un computer, quando usiamo una smartTV siamo sprofondati nel divano con un telecomando in mano e abbiamo l’atteggiamento passivo di chi lascia scorrere un canale lineare. Siamo “protesi” verso il primo (leaning forward) e “reclinati” di fronte al secondo (leaning back).

Questa differenza di paradigma d’uso si riflette anche sulla nostra disponibilità a dedicare tempo e attenzione alla personalizzazione dei due dispositivi. Mediamente dedichiamo molto impegno alla personalizzazione del nostro smartphone, che diventa così il dispositivo personale per eccellenza, e accettiamo passivamente le impostazioni standard del nostro televisore. La proliferazione di dispositivi connessi non fa che accrescere il divario rendendoci sempre meno disponibili ad investire tempo nella configurazione di strumenti diversi dal telefonino.

Il progetto openBOXware-for-Android parte da queste considerazioni e si pone due obiettivi contro tendenza:

  1. permettere di usare lo smartphone anche per guardare la TV in salotto, evitando di configurare e personalizzare tanti dispositivi diversi;
  2. rendere accessibili tutti i contenuti e le applicazioni multimediali in rete con le semplici modalità di accesso dei tradizionali canali televisivi, portando su Internet chi non ha mai navigato in rete ma sa usare la TV.

“Vogliamo consentire agli utenti di ritrovare sul televisore lo stesso ambiente di lavoro che si sono pazientemente costruiti sul proprio smartphone, con tanto di applicazioni, file e link  – spiega Alessandro Bogliolo, responsabile del progetto – e al tempo stesso vogliamo preservare l’esperienza d’uso della TV tradizionale, che ha l’enorme vantaggio di essere familiare al 99% della popolazione. In altre parole, vogliamo ridurre la proliferazione di interfacce utente e sfruttare la popolarità della TV per colmare il divario digitale.”

Il prototipo di openBOXware è quasi pronto. Mancano gli ultimi ritocchi prima dell’esperimento che verrà condotto in pubblico a Urbino il prossimo 11 novembre alle ore 11. Per partecipare è sufficiente compilare il modulo di registrazione gratuita all’indirizzo http://blog.neutralaccess.net/OBWandroid2011/

Il progetto openBOXware è frutto della collaborazione tra l’Associazione Culturale NeuNet, il Dipartimento di Scienze di Base e Fondamenti (DiSBeF) e il Corso di Laurea in Informatica Applicata dell’Università di Urbino. L’esperimento di Urbino è allestito in collaborazione con RAI Radiotelevisione Italiana SpA, IMAB Group SpA e BAX srl.

L’evento dell’11 novembre 2011 è inserito nel programma di seminari del Corso di Laurea di Informatica Applicata dell’Università di Urbino (http://informatica.uniurb.it/).

Comunicato stampa dell’8 novembre 2011
http://blog.neutralaccess.net/OBWandroid2011/
info@neunet.it

Chi ha i denti (reti) non ha il pane (dati)

4 novembre 2011

freeway

I vecchi detti si applicano anche alle nuove tecnologie. Nel 2010 avevamo usato la metafora dell’uovo e della gallina per dibattere il rapporto tra infrastrutture e applicazioni nello sviluppo della rete. Oggi la mr etafora dei denti e del pane è ispirata ad un breve commento di Craig Settles sulla “Gigabit challenge”.

Mentre in tutto il mondo si cercano modi per finanziare le infrastrutture a banda larga di nuova generazione, continuano ad essere indetti concorsi che premiano con compensi a 8 cifre le migliori idee su come sfruttarle.

Chi volesse provare ad aggiundicarsi i $200.000 messi in palio al Gigabit Challenge per idee su come usare la rete in fibra a 1 Gigabit di Kansas City, ha tempo fino al 18 novembre. Chi invece volesse concorrere per i $400.000 del Gig Prize di Chattanooga può mandare una pre-adesione in attesa che inizi la gara.

Esperimenti di convergenza tecnologica – Invito

3 novembre 2011

OBW Android Convergence

L’associazione Culturale NeuNet, il Dipartimento di Scienze di Base e Fondamenti e il Corso di Laurea in Informatica Applicata dell’Università di Urbino, in collaborazione con RAI Radiotelevisione Italiana SpA, IMAB Group SpA e BAX srl, sono lieti di presentare

OPENBOXWARE & ANDROID
11.11.11.11 – THE DAY OF CONVERGENCE

ESPERIMENTI DI CONVERGENZA
TRA TELEVISIONE SMARTPHONE E TABLET

Urbino – Collegio Raffaello – Piazza della repubblica, 13
11 Novembre 2011, ore 11:00

OpenBOXware è una piattaforma open source modulare per la distribuzione di contenuti multimediali in rete. Android è il sistema operativo che sta conquistando il mercato dei dispositivi mobili e dei cosiddetti “connected devices”. La versione di openBOXware per Android segna la convergenza funzionale e tecnologica tra smartphone, tablet PC e televisori.

Nel corso dell’incontro verrà data dimostrazione pratica delle funzionalità di openBOXware su piattaforma Android e delle nuove modalità di utilizzo congiunto di telefoni cellulari, tablet e televisori, anticipando gli effetti che la convergenza tecnologica produrrà sul nostro modo di usare questi strumenti.

La partecipazione è aperta a tutti fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per ragioni organizzative è richiesta la registrazione gratuita attraverso il modulo online.

A tutti i partecipanti verranno rilasciati attestati per ottenere il riconoscimento di crediti formativi universitari (CFU) nell’ambito del Corso di Laurea in Informatica Applicata dell’Università di Urbino.

Per informazioni
0722 4475
http://blog.neutralaccess.net/OBWandroid2011/
md@sti.uniurb.it

OTTA: la compagnia degli OTT

27 ottobre 2011

Skype ha piu’ utenti di China Mobile. Puo’ essere considerata la piu’ grande compagnia telefonica del mondo? Certo e’ che gli operatori mobili soffrono la concorrenza dei servizi di fonia e instant messaging over the top (OTT), come piu’ volte discusso con riferimento al dibattito sulla neutralita’ della rete.

rich commDurante il Rich Communication summit che si e’ concluso ieri a Monaco, gli operatori mobili hanno spinto i produttori di telefonini ad adottare nativamente RCS-e per offrire funzionalita’ evolute di instant messaging, interoperabilita’, video chat e scambio di file che possano comptere con quelle offerte OTT.

Il potere contrattuale degli operatori nei confronti dei produttori di dispositivi mobili e’ dato dai 5 miliardi di SIM in mano agli utenti a livello mondiale. Ma qual e’ il potere contrattuale degli OTT?

A questa domanda ha provato a rispondere Dean Bubley, in un post provocatorio che ipotizza la nascita di una OTT Association (OTTA) che contrasti la GSMA per esercitare una analoga pressione sui produttori di dispositivi. Bubley ha anche fatto qualche stima del numero di utenti che la OTTA potrebbe rappresentare, immaginando l’adesione di: Facebook (800M), QQ-China (800M), Skype (600M), MSN (500M), Sina Weibo (250M), Twitter (200M), Yahoo IM (200M), Renren (200M), LinkedIn (150M),  Orkut (60M), Nimbuzz (50M), RIM BBM (50M), Google+ (50M), WhatsApp (20M) e svariati altri. Non e’ difficile raggiungere anche in questo caso i 5 miliardi.

Va detto, ad onor del vero, che tanto i 5 miliardi di SIM quanto i 5 miliardi di utenti di servizi OTT non corrispondono a 5 miliardi di individui, perche’ ci sono molte sovrapposizione, ma il senso del discorso e’ chiaro: una ipotetica OTTA avrebbe un analogo potere contrattuale nei confronti dei produttori di smartphone e potrebbe spingerli in direzioni opposte a quelle indicate dalla GSMA.

Riferimenti:

AGCOM – osservatorio trimestrale telco

19 ottobre 2011

AGCOM

AGCOM ha pubblicato il primo rapporto dell’osservatorio trimestrale sulle telecomunicazioni. Il rapporto appena pubblicato presenta dati aggiornati al II trimestre 2011, confrontati con i trimestri precedenti fino al II trimestre 2010.

In sintesi, calano gli accessi a rete fissa, la banda non e’ ancora alta, aumentano gli accessi e il traffico dati da rete mobile.

Nell’ultimo anno gli accessi diretti a rete fissa sono calati del -1,6%, con un aumento della quota di mercato degli OLO a scapito della quota di Telecom Italia. Gli accessi degli OLO sono cresciuti del +7.3%, mentre quelli di Telecom sono calati del -4.9%.

Il numero complessivo di accessi a rete fissa e’ stimato in 21.264.000.

Tra i new entrant, la fetta di mercato piu’ grande e’ di Wind (38.4% degli accessi OLO), seguito da Vodafone (che supera Fastweb con il 26.5%) e Fastweb (in calo con il 25.2%).

Gli accessi a banda larga (dove per larga, secondo la classificazione del Communication Committee,  si intende “capacita’ di download nominalmente superiore a 144Kbps”!) sono 13.516.000, pari al 63% degli accessi a rete fissa. Di questi, circa l’83% hanno velocita’ di download superiore a 2Mbps. Ne risulta che solo il 52% degli accessi a rete fissa hanno velocita’ nominale superiore a 2Mbps.

Le linee mobili sono 91.132.000 (cresciute del +2.3% in un anno). Di queste, le SIM con traffico dati sono 17.305.000 (cresciute del +12% in un anno!), mentre le connect card dedicate sono 5.803.000 (cresciute del +20.8% in un anno!). Il traffico mobile dati generato complessivamente ha raggiunto gli 85 petabyte nei primi sei mesi del 2011 (con un aumento del +53.2% rispetto all’anno precedente).

Gli operatori mobili virtuali (MVNO) hanno 3.922.000 linee (in crescita del +25%), con Poste Mobile che supera il 50% del mercato!

Parlando di osservatori delle telecomunicazioni, approfitto per segnalare le statistiche pubblicate dall’Universal Service Fund per l’America (http://usfbroadband.com/usf-visuals) e i dati a livello globale commentati in un recente post su questo blog.

Riferimenti:

Lo strano caso Moncler e la neutralità violata

13 ottobre 2011

fake-monclerCosa pensereste se andando in spiaggia la trovaste chiusa, con il bagnino di guardia, perchè se ci andaste rischiereste di incontrare qualcuno che vende falsi oggetti di marca?

O cosa pensereste se andando all’aeroporto trovaste il vostro volo cancellato dalla compagnia aerea perchè nel paese di destinazione potrebbe esserci un mercatino di oggetti taroccati?

O ancora cosa pensereste se andando a visitare una città d’arte la trovaste chiusa perchè vicino ai monumenti ci sono bancarelle non autorizzate?

Nel mondo reale sembrano situazioni paradossali, ma qualcosa di simile sta già succedendo in rete. Un recente provvedimento del GIP di Padova ha infatti imposto agli Internet provider italiani di bloccare l’accesso a circa 500 siti web i cui domini usavano impropriamente o senza autorizzazione il nome Moncler (o sue versioni storpiate), rischiando di ledere gli interessi del marchio.

In pratica, a fronte dell’istanza presentata dalla Moncler, si è deciso di tutelarne gli interessi imponendo agli ISP di limitare la libertà dei loro clienti e di violare il principio di neutralità. E’ proprio come se anzichè far chiudere le bancarelle che vendono oggetti contraffatti, si decidesse di impedire alla gente di passeggiare in prossimità delle bancarelle affidando la funzione di controllo a persone preposte a fare tutt’altro (nel nostri esempi potrebbero essere i bagnini o gli autisti di autobus, in Internet sono gli ISP).

Lo strano caso Moncler ha riacceso il dibattito sul conflitto tra neutralità, diritti e prevenzione del crimine (http://lnkd.in/Bu7-rw).